Saluto al Vescovo di don Claudio Palumbo
Isernia, 24 Giugno 2007

Eccellenza reverendissima, poco fa, prima di incamminarci verso questa antica e gloriosa chiesa cattedrale, abbiamo avuto modo di ascoltare una sintetica nota sulla storia della nostra Chiesa diocesana. In altre parole su un cammino di fede cristiana almeno diciassette volte centenario, decisamente orientato a Cristo attraverso le vicende e i problemi, le luci e le inevitabili ombre di ogni tempo. La cosa essenziale che si può cogliere guardando all’indietro è storicamente questa: il chiaro orientamento a Cristo Signore. A marcare questo orientamento è stata anzitutto l’opera dei vescovi posti nello scorrere del tempo a capo delle comunità cristiane di Isernia e di Venafro, nel territorio degli antichi Sanniti Pentri, quindi dei ministri sacri e delle tante persone che accolsero con sincerità il Vangelo di Salvezza e contribuirono alla sua efficace incarnazione nel mondo, primi fra tutti i figli di San Benedetto cui toccò –nell’esercizio mirabile della croce, del libro e dell’aratro- variamente occuparsi delle nostre popolazioni specialmente quando le invasioni barbariche o le calamità dei tempi vi portarono distruzioni e morte fino a segnare la scomparsa di diversi vescovadi: quando per tali avvenimenti la presenza dei vescovi si mostrò sporadica a Isernia e inesistente a Venafro, toccherà proprio a costoro, dai monasteri di Montecassino e di San Vincenzo al Volturno, sostituirsi come centro di guida e di direzione spirituale, morale e materiale delle nostre popolazioni.

Il deciso orientamento a Cristo vuole essere la priorità assoluta anche di adesso, desiderando la nostra chiesa locale mantenersi «nuova nella fedeltà e fedele nella novità». Se il grande Sant’Ignazio Antiocheno ci ha insegnato che nulla deve farsi senza il Vescovo di quelle cose che riguardano la Chiesa (Cf. Ad Smirn. VIII,1), ecco allora che come chiesa diocesana vogliamo dichiarare al nostro nuovo Padre e Pastore tale nostro deciso orientamento a Cristo e vogliamo dichiararlo in termini di fervida attesa e di fermo proposito e con contorni e connotati di grande gioia ed esultanza spirituale. Anche noi, come l’Apostolo, dimentichi del passato, vogliamo protenderci verso il futuro e correre sempre più speditamente verso Cristo Gesù, meta e premio celeste (Cf. Fil. 3,13). Nella dinamica dell’amore vero, ciò ci porterà a riscoprire e rinsaldare ogni giorno di più l’esaltante bellezza di quelle motivazioni per le quali fummo portati al fonte battesimale e per le quali un giorno decidemmo di vivere la nostra vita di rigenerati dall’acqua e dallo Spirito santo, come realtà ormai sacra al Signore, o nel sacramento del matrimonio, o nella donazione religiosa, o nel sacramento dell’ordine sacro. Ad un tale inconfondibile ed insostituibile cammino, a tali inderogabili attese e propositi, Vostra Eccellenza sembra avere già impresso il crisma con la scelta del Suo motto episcopale ispirato alle parole del Salmo 24,5: Dirige me, Domine, in veritate tua. Insieme a Lei, Padre carissimo, per inscrutabile disegno della Divina Bontà divenuto nostro maestro, nostro santificatore e nostro rettore, vorremo tutti impegnarci a cercare ogni giorno la Verità di Colui che solo è Via, Verità e Vita, per poi vivere tale Verità nella Carità, riassunto della Legge del Signore (Cf. Rm 13,10) e specifico del cristiano. Il vivere in concreto ogni giorno il nostro «essere chiesa locale» sarà allora il modo più bello «per approfondire la comprensione della sua realtà».

Su questo desiderio, su questa voglia grande di luce, sorga Colei che in questa cattedrale è salutata ogni giorno come «Via Lucis», Maria, Colei che dall’antica icona bizantina della cappella del Ss.mo Sacramento ci addita il Figlio Gesù luce delle genti, solennemente proclamato dal Battista. Per intercessione dei Ss. martiri Nicando, Marciano e Daria, dei Ss. Cosma e Damiano, dei Ss. martiri Puteolani e di S. Pietro Celestino V, Essa lo doni ogni giorno a Lei, Padre carissimo, e a tutti noi che questa sera siamo qui per dirLe il nostro filiale affetto ed il corale benvenuto.

Benvenuto Padre carissimo a Isernia-Venafro!

Torna alla pagina "Omelie e Discorsi"
Scarica l'Omelia in formato Pdf