Programma Mensile
Il Vangelo del giorno
-
Istituto Diocesano Sostentamento Clero
- Caritas
- Consulta diocesana dei Laici
- Diaconato Permanente
- Consultorio diocesano
- Scuola di Teologia
chiusura mese celestiniano
le campane di fragnete
Convegno 29 Maggio
MolisInsieme
L'angolo dell'avvenire
Domenica 30 Maggio 2010 il
Quotidiano
Cattolico Avvenire ha dedicato una pagina
alla Nostra Diocesi: un breve resoconto del Mese Celestiniano.
Scarica la pagina in formato pdf
Vita diocesana
ANNO GIUBILARE CELESTINIANO

Guarda i pannelli della Mostra che sarà allestita nella Cattedrale di Isernia durante il Mese Celestiniano
Preghiera

Scarica il Pdf del Fumetto su San Pietro Celestino
Anno Sacerdotale
"i Cristiani nel web"
Settimana Santa 2010
Concorso Regionale "San Pietro Celestino"
La V A del 2° Circolo della Scuola Ignazio Silone di Isernia ha vinto il Primo Premio.
La
classe V A del 2° Circolo della Scuola Ignazio
Silone di Isernia ha ricevuto il 1° premio al Concorso
regionale per il miglior elaborato su San Pietro Celestino.
La cerimonia della premiazione, che ha visto presenti molti alunni e
insegnanti delle scuole della quattro diocesi molisane, si è svolta
nel salone del Centro pastorale di Campobasso.
Per la difficoltà di avvisare tutti, ed essendo ormai al termine delle
lezioni, gli organizzatori hanno dovuto rimandare a settembre la consegna
di altri riconoscimenti. Tra coloro che dovranno, in settembre, ricevere
un premio (3° classificato) c'è anche la IV
elementare della scuola di Forli del Sannio.
![]()
La Diocesi di Isernia-Venafro saluta il suo "Santone"
Una folla commossa saluta San Pietro Celestino
Con
la Santa Messa solenne celebrata da Mons. Salvatore Visco,
vescovo di Isernia-Venafro, e concelebrata da mons.
Domenico Angelo Scotti e da alcuni sacerdoti della nostra diocesi
e della diocesi di Trivento si è concluso il Mese Celestiniano.
Una folla commossa e festante, nonostante la pioggia incessante, ha
riempito la Cattedrale per la celebrazione e successivamente la piazza
antistante per dare l'ultimo saluto al suo "Santone"
prima di consegnarlo alla Diocesi di Trivento nella persona di mons.
Scotti. Un velo di tristezza, però, poteva leggersi sui volti
delle persone che con scroscianti applausi salutavano l'urna del Santo
accompagnata dai Vigili del Fuoco verso la nuova tappa della sua Peregrinatio.
"Termina il mese celestiniano - ha detto
Mons. Visco nella sua omelia - ma spero non svanisca il messaggio
di San Pietro Celestino che questo evento ha aiutato a ricordare.
Al
di là delle iniziative religiose e culturali che si sono realizzate,
oltre i momenti di preghiera, di incontro e di ascolto della Parola
di Dio, credo sia significativo dover fare memoria – e di questo ringraziare
il Signore – del dono della Grazia divina che ha toccato il cuore di
tanti fedeli, alcuni dei quali da tempo lontani dai sacramenti. [...]
La nostra Cattedrale ha assistito ad un continuo pellegrinaggio di persone
che, ininterrottamente, ne hanno varcato la soglia rispondendo all’invito
del Signore aiutati dalla limpida testimonianza del nostro Santo e lucrando
l’indulgenza concessa dal Papa. Povertà, essenzialità, preghiera, sacrificio,
nascondimento, accettazione della volontà di Dio, coraggio della verità,
esperienze vissute da San Pietro Celestino che ci sono state ricordate
e proposte dalla presenza delle sue spoglie mortali in mezzo a noi,
perché anche nel nostro tempo, poco disponibile all’ascolto, possano
essere accolte, fatte nostre e rivissute per una rinnovata esperienza
di fede."
Un mese intenso vissuto con grande fede, preghiera ed emozione, un mese che speriamo sia stato solo l'inizio di un autentico cammino di fede della nostra Diocesi verso la meta ultima di ogni cristiano, il Paradiso.
![]()
29 Maggio 2010: Tu sei Pietro...Tu sei Benedetto
Interessante convegno organizzato dall'Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile
"Tu
sei Pietro...Tu sei Benedetto". Con questo interessante
convegno, organizzato dall'Ufficio Diocesano per la Pastorale
Giovanile, la Diocesi di Isernia-Venafro ha voluto esprimere
la sua vicinanza al Santo Padre in un momento particolare in cui la
sua persona e la sua figura di Vicario di Cristo sono esposte a critiche
ed attacchi pretestuosi. Dopo una breve introduzione del direttore dell'
ufficio, Padre Enzo Falasca, la parola è passata al
dott. Gianpaolo Barra, direttore del periodico
cattolico "Il Timone", che ha presentato
e spiegato le ragioni per credere e i motivi per cui possiamo dire che
è giusto, che è bene, che è ragionevole essere cristiani (ed essere
cristiani cattolici). Siamo certi che Dio esiste, siamo certi che quello
che ha scritto nel Vangelo è vero, che esiste una sola vera Chiesa edificata
da nostro Signore Gesù Cristo ed è la Chiesa cattolica guidata dal Santo
Padre. Ai cattolici è stata fatta una GRAZIA - ha detto
il dott. Barra - e questa grazia è il dono del Papa, che ogni cristiano
dovrebbe accompagnare nella sua "Via Crucis",
facendogli sentire la propria vicinanza. La vita di ogni cristiano è
una vita trascorsa "in guerra", vissuta in una "valle
di lacrime" in lotta con il male, contro quel male personificato
nel serpente della Genesi, ma schiacciato ed ucciso da una donna, da
Maria Santissima, immagine della Chiesa, esercito di Cristo guidato
dal Santo Padre.
![]()
28 Maggio 2010: Concerto Celestiniano
Si conclude la rassegna dei concerti che hanno animato il Mese Celestiniano
Il
grande Padre della Chiesa, Sant' Agostino, diceva "chi
canta bene prega due volte" e con questo spirito, il 28
Maggio 2010, la Diocesi di Isernia-Venafro ha concluso la rassegna
dei concerti inseriti nel calendario del Mese Celestiniano con il concerto
dell' orchestra "Collegium Philarmonicum"
di Napoli e del coro Cappella Celestiniana diretto
dal Maestro Fabio Palumbo. Un breve viaggio nel mondo
della musica sacra che ha suscitato profonde emozioni grazie alla magia
delle note dell'orchestra e alla dolcezza delle voci.
![]()
Veglia di Pentecoste
"Hai ricevuto lo Spirito Santo, per quale motivo non parli in tutte le lingue? Devi rispondere: Certo che parlo in tutte le lingue, infatti sono inserito in quel corpo di Cristo cioè nella Chiesa, che parla tutte le lingue."
Sabato
22 Maggio alle ore 21.00, nella Cattedrale
di Isernia, Mons. Salvatore Visco ha presieduto la
solenne Veglia di Pentecoste, vissuta con un forte
spirito di unità e comunione e animata da un'unica preghiera, particolarmente
intensa, affinchè il Signore si faccia presente in mezzo a noi, accompagni
i nostri cammini e ci dia la forza di raggiungere i confini della terra.
Erano presenti tutte le associazioni e tutti i movimenti laicali, alcuni sacerdoti, religiosi, religiose e numerosi fedeli della diocesi di Isernia-Venafro, tutti insieme per invocare la discesa dello Spirito Santo sulla Chiesa, locale e mondiale, perchè si rinnovi e si santifichi. E' stato bello vedere numerose persone provenienti da comunità diverse, anche molto lontane, ciascuno con la propria storia e la propria tradizione, ma riunite lì per condividere il cammino e le esperienze fatte nell'avventura di diventare cristiani.
Sì, ci sono le diversità, ma c’è qualcosa che accomuna tutti: il desiderio di capire cosa significhino nella vita di ciascuno le ultime parole che Gesù ha consegnato ai suoi apostoli prima di ascendere al cielo : “Riceverete la forza dallo Spirito santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (Lc 1, 8).
Mons. Visco nella sua omelia ha cercato di rispondere
a questa domanda. "Gli apostoli a Pentecoste non restano chiusi
in casa. Noi cristiani del terzo millennio non resteremo chiusi nelle
nostre chiese.
Dalla forza dello Spirito ci sentiremo invece lanciati nel mondo, nei
nostri paesi, nelle nostre città, nelle famiglie, negli ambienti della
scuola, dell’università e del lavoro, per la nuova evangelizzazione
di un mondo che sembra distratto da altre cose e poco attento ai valori
dello spirito. Tutti, non solo i sacerdoti, i diaconi o le religiose:
tutti. I battezzati non possono rinunciare al compito dell’annuncio.
Lanciati in una coraggiosa e faticosa avventura della semina in un terreno
che deve essere prima dissodato dalla nostra limpida testimonianza,
ci affidiamo all’esperta di Spirito Santo, la Madre del Signore, la
Regina degli Apostoli e la Madre nostra. Ecco allora, questo è il nostro compito; dopo aver
ricevuto lo Spirito Santo, disceso su di noi simbolicamente con l'antico
segno del cospargere il popolo con petali di rose, dobbiamo testimoniare
il Signore con la nostra vita e le nostre opere, senza grandi manifestazioni
o grandi progetti, ma con una testimonianza quotidiana ed
autentica.
"Siamo convinti che non saranno i progetti
pastorali a salvare il mondo - ha sottolineato il Vescovo -
ma siamo altresì convinti che il camminare insieme è fondamentale per
il retto e orientato pellegrinaggio verso la patria del cielo. E’ quindi
indispensabile che i pastori parlino un unico linguaggio – non la confusione
delle lingue come a Babele – e i fedeli trovino in tutte le parrocchie
l’unico insegnamento che non permetta malintesi indotti da contrapposti
segnali che creano solo una incomprensibile cacofonia nella quale molti
– spesso i più deboli nella fede - restano scandalizzati. In altre parole
l’unità di intenti deve segnare anche l’unità nel cammino.
Unità, non uniformità, E questo vale anche per i gruppi ecclesiali:
uniti non uniformi. L’arcobaleno è bello perché accosta le varietà dei
colori: la Chiesa è bella perché in essa non puoi spegnere lo Spirito
con la molteplicità dei suoi doni." La Solenne Veglia è poi
terminata con la benedizione papale e l'offerta dell'incenso alla Vergine
accompagnata dal canto del Regina coeli.
"Maria, la Madre dolcissima che ci ha donato
Gesù, Luce che disperde le nostre tenebre, ci sia compagna nel faticoso
cammino e ci faccia sperimentare, in questo momento di preghiera,
quello che vissero gli apostoli, con Lei radunati nel cenacolo.
Sciolga i nostri legami che ci costringono all’immobilità spirituale,
ci conforti nelle nostre paure, ci doni il suo coraggio perché diventiamo
nel nostro ambiente testimoni di Cristo e profeti del mondo che verrà."
Celebrazione Ecucaristica in rito bizantino nella Cattedrale di Isernia
"Tante chiese unite da un'unica fede, unite da Cristo"
Venerdì 21 Maggio la Diocesi di Isernia-Venafro
ha vissuto un momento di forte comunione con i fratelli bizantini,
partecipando alla Santa Messa in rito bizantino celebrata
da S. E. Mons. Cyril Vasil’,
S
egretario
della Congregazione per le Chiese Orientali, e animata dai cori
dei seninaristi dei Collegi Ucraini "Santa Maria del
Patrocinio" e "San Giosafat"
di Roma.
Notevoli le differenze con il rito latino, ma la bellezza e le armonie del Rito Bizantino, così toccanti nel richiamo ai punti salienti del Vangelo, e i canti così delicati e frequenti nella Celebrazione hanno creato un clima di profonda e sentita spiritualità che ha spinto a riflettere sul valore e sull'esigenza, sempre più attuale, di comunione all'interno della Chiesa.
Nella sua omelia mons. Vasil' ha infatti messo in risalto la diversità dei carismi, ma anche l’unità della Chiesa, per la quale tutti i credenti sono chiamati a cooperare, indifferentemente di razza, colore, religione Tutt.i infatti siamo in Cristo battezzati, in Lui rivestiti, quindi abbiamo tutti la stessa dignità ed è proprio in virtù di questo che non può esistere una nazione più forte dell'altra, una lingua migliore dell'altra, una tradizione più grande dell'altra. Siamo tutti fratelli, figli dello stesso Padre, ognuno con la propria dignità ed importanza. Fratelli in Cristo!
La comunione, l'unità, questo è il messaggio fondamentale del Cristianesimo, il "dna" di tutta la Cristianità
![]()
La spiritualità celestiniana e l'eredità d'Occidente e d'Oriente
Interessante convegno nell'aula Magna dell'Università del Molise
Grande
interesse ha suscitato l’incontro di Isernia del 20 maggio
scorso nell’Aula Magna dell’Università, previsto nell’ambito
di un ciclo di conferenze dedicate all’approfondimento della figura
di Celestino V, organizzate nell’Anno Giubilare
Celestiniano 2009-2010. Dopo i saluti del Vescovo di Isernia-Venafro,
Mons. Salvatore Visco sono intervenuti: Mariano
Dell'Omo, osb (Abbazia di Montecassino)
sul tema ”Montecassino e Celestino V: un solo carisma, due
diverse prospettive monastiche”. Carmelo Pagano
Le Rose (Istituto Superiore Scienze Religiose, L'Aquila)
che ha relazionato sul tema “La vita ascetica di Celestino V:
note teologiche”, un interessante viaggio negli scritti riguardanti
San Pietro Celestino affascinandoci soprattutto sul tema della riflessione
e della preghiera. Il prof. Onorato Bucci, sul tema
“La Cristianità orientale come alternativa per Pietro del
Morrone alla Cristianità latina: fra Pacomio e Benedetto da Norcia”
e infine Mons. Claudio Palumbo sul tema "Reformatio
Ecclesiae in capite et in membris". il contributo di Pietro del
Morrone/ Celestino V alle emergenze ed attese della Chiesa Tardomedioevale.
Ha coordinato e concluso il convegno Mons. Angelo Spina,
Vescovo di Sulmona-Valva. E’ stata una bella occasione per
approfondire il tema “La spiritualità celestiniana e l’eredità
d’Occidente e d’Oriente”, da cui è emersa la figura di un uomo,
di un cristiano, di un religioso, di un Pontefice fortemente spirituale
e umano. Interessante soprattutto l’intervento di mons. Claudio
Palumbo che nella sua relazione ha individuato nel lungo periodo
della vita eremitica di Celestino V due realtà, apparentemente contraddittorie,
che si intersecano costantemente: la vita passata in solitudine, un
fuggire continuo per i monti e il quotidiano andare della gente da vicino
e da lontano, il suo paziente ascoltare. Due realtà che si attraggono
a vicenda che sfociano in una “santità eremitica”.
![]()
19 Maggio: Festa di San Pietro Celestino
Nonostante la pioggia i fedeli della Diocesi hanno reso omaggio al loro "Santone"
19
Maggio 2010: un giorno molto importante per la Diocesi
di Isernia-Venafro che ha festeggiato il suo Santo Patrono, Pietro
Celestino, ospitando nella sua Cattedrale il corpo del Santo.
Neanche la pioggia insistente ha fermato i numerosi fedeli che si sono radunati nella Rettoria di San Pietro Celestino per la recita della Novena, presieduta da sua Eccellenza Mons. Salvatore Visco, al termine della quale la statua del "Santone", accompangnata dal Vescovo, dal Capitolo della Cattedrale, da alcuni sacerdoti Diocesani e da numerosi fedeli è stata portata in processione per le vie della città.
"Dobbiamo soprattutto tentare di seguire gli esempi dei santi che sono diventati tali grazie alla loro profonda intimità con il Signore e per la loro aderenza agli insegnamenti del Vangelo"
Clicca qui per leggere tutto
Con queste parole Mons. Salvatore Visco, durante il solenne Pontificale, celebrato in Cattedrale al termine della processione, ha invitato tutti i fedeli a seguire l'esempio dei Santi per cercare di vivere in ogni comunità l'unità della fede.
"Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io vi ristorerò"
Chi di noi non ha mai sperimentato situazioni di sofferenza, dolore, angoscia; chi non ha bisogno del ristoro del Padre? Ecco, i Santi sono coloro che si sono affidati completamente al Signore, sono coloro che hanno accettato di portare il giogo affidatogli, ma con la consapevolezza che nel loro cammino erano sostenuti ed accompagnati dal Signore.
San Pietro Celestino si è fidato e affidato completamente al Signore; è stato innanzitutto un uomo di fede e di preghiera poi un Pontefice, un eremita, un fondatore di comunità; tutto ciò ha quindi un punto di inizio senza il quale nulla sarebbe stato possibile: la profonda "intimità con Dio".
Se tutti noi viviamo con la certezza, la concretezza che Dio non ci abbandona mai, che veglia su di noi insieme con lo Spirito Santo Paraclito, possiamo essere Suoi testimoni nel mondo.
![]()
Dopo 209 anni l'icona della "Via Lucis" ritorna a splendere nella nostra Cattedrale
Un interessantissimo convegno per presentare l'icona restaurata seguito dalla Celebrazione Eucaristica
La
splendida icona della "Via Lucis" dopo il suo restauro è tornata
a splendere nella Cattedrale di Isernia. Lunedì 10 Maggio, giorno in
cui la Diocesi festeggia la "Madonna della Luce", nell'Aula
Magna dell'Università in Via Mazzini ad Isernia, si è tenuto il convegno
"L'icona della "Via
Lucis": Presentazione
del recente restauro"
Ha dato inizio all'evento Mons. Visco, che ha ringraziato l'Istituto Neuromed per averfinanziato il restauro dell'icona, e il dott. Ulderico Iorillo per avergli rivolto l'invito a scrivere la prefazione del suo libro "L'icona della Cattedrale di Isernia" che è stato la molla che ha fatto muovere la "macchina del restauro". nel corso della serata si sono alternati il dott. Daniele Ferrara, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Molise, il dott. Ilir Shaholli, Conservatore e restauratore Beni Culturali, che ha spiegato dettagliatamente le fasi e le tecniche del restauro e Padre Tommaso Guadagno S. J., che ha ripercorso la storia delle icone, spiegandone il ruolo e l'importanza, concludendo poi il suo intervento con la meravigliosa spiegazione dell'icona della "VIA LUCIS". Moderatore della serata è stato mons. Claudio Palumbo, Vicario Generale della Diocesi di Isernia-Venafro.
Al termine dell'interessante convegno, mons. Salvatore Visco ha presieduto la Celebrazione Eucaristica in cui tutta la Diocesi ha reso omaggio a Maria, a colei che indica la via. Hanno concelebrato Padre Tommaso Guadagno e alcuni presbiteri della Diocesi e hanno prestato servizio all'altare i Seminaristi del Pontificio Seminario Regionale "S. Pio X" di Chieti.

Mons. Salvatore Visco con i Seminaristi del seminario Regionale
Ascolta il canto "Madre Dolcissima" dei Gen
![]()
Isernia accoglie San Pietro Celestino
Un bagno di folla ha accolto il corpo di San Pietro Celestino che resterà nella nostra Diocesi per tutto il mese di Maggio
Sabato
1 Maggio la Diocesi di Isernia-Venafro ha accolto e
riabbracciato, dopo tanti anni, il suo “Santone”.
Alle ore 16.30 il Vescovo, Mons.
Salvatore Visco, accompagnato dal Capitolo
della Cattedrale di Isernia, si è recato a Castelpetroso
per ricevere dall’Arcivescovo metropolita,
Mons. Giancarlo Maria Bregantini,
l’insigne reliquia.
Dopo la constatazione dell’integrità dell’urna da parte del Cancelliere
Vescovile, il canonico
don Luigi Russo, il corpo di San Pietro Celestino
è stato consegnato alla nostra diocesi.
“Questo momento segna un passaggio di testimone”- ha sottolineato
Mons. Bregantini- “un testimone importante, un esempio da seguire,
un maestro da imitare. Con grande gioia la Diocesi di Campobasso-Bojano
affida, dopo un mese di profonda preghiera e forte riflessione, il corpo
di San Pietro Celestino alla Diocesi di Isernia-Venafro con la consapevolezza
che, come nella staffetta, è necessario percorrere da soli una frazione
di corsa, i famosi 100 metri, portando il testimone; ognuno percorre
la strada a modo proprio, con il suo ritmo e il suo metodo ma alla fine
a vincere è la squadra intera che compie il percorso tracciato senza
perdere il testimone, senza deviazioni, senza cadere; per far questo,
però, occorre che gli atleti si passino il testimone in perfetta sincronia
e armonia. Ed oggi il nostro testimone è San Pietro Celestino che ha
saputo percorrere i suoi 100 metri con coraggio ed umiltà”.
E
da questa “staffetta”, con un testimone particolare,
la squadra che esce vincitrice è la Chiesa, le nostre Diocesi, i nostri
cuori, soprattutto in questo momento particolare in cui, come ha detto
Mons. Salvatore Visco a termine della sua omelia in Cattedrale, “quella
che sembra presentarsi come il tramonto dell’esperienza dell’Occidente
cristiano è da considerarsi invece come una nuova opportunità per la
rievangelizzazione dell’Italia e dell’Europa.”
Dopo il saluto dell'Arcivescovo il corpo di San Pietro
Celestino trasportato dai Vigili del Fuoco
e scortato dalla polizia si è incamminato verso Isernia. Ad accoglierlo
in Piazza della Repubblica,
una folla festante, le autorità civili e militari, i gonfaloni dei 52
comuni della provincia , associazioni laicali e movimenti ecclesiali,
religiosi, religiose e tutto il clero diocesano, che in corteo hanno
raggiunto piazza Celestino V, dove il sindaco di Isernia, Gabriele
Melogli, ha tenuto un breve disorso. L’urna, portata
a spalla dai Vigili del Fuoco di Isernia, ha proseguito poi il suo cammino
verso la chiesa di Santa Chiara
da dove, al canto delle litanie dei Santi, è entrata in Cattedrale,
per la recita dei Vespri, accompagnata dal canto trionfale del Christus
vincit sostenuto dal suono dell’organo e della tromba.
Il corpo di San Pietro Celestino, adagiato ai piedi dell’altare maggiore
è stato circondato dall’affetto di numerose persone, molte delle quali
sono state costrette a restare in piazza, fuori della Cattedrale - che
come ha sottolineato Mons. Visco- “è sì bella - ma insufficiente
a contenere tutti.”
L’arrivo delle reliquie di Celestino V nella nostra
Diocesi non vuole essere un evento formale e folkloristico ma un momento
di preghiera e di riflessione; un momento per meditare sulla nostra
vita e sul nostro atteggiamento spesso "così sicuro di noi, delle
nostre belle consuetudini che sembrano riempire i nostri vuoti e farci
sentire appagati quando settorizziamo la nostra vita." Una settorizzazione
che, come ha rimarcato Mons. Salvatore Visco, è in contraddizione con
la vita di un vero Cristiano che rischia così di non accorgersi della
presenza di Dio accanto a lui. "Nel settore religioso-spirituale
inseriamo le pratiche devozionali e la partecipazione ai sacramenti,
mentre poi in quello materiale-laico aderiamo a scelte contrarie alla
vita (l’aborto e il consenso all’eutanasia), oppure contrarie alla morale
cristiana ipotizzando “famiglie” non naturali cioè non costituite da
un uomo e una donna o ancora accettando o vivendo situazioni di lacerazione
del tessuto familiare
non
considerandole un dramma ma la naturale conclusione di una “storia”
che era partita con l’amore e si tramuta poi in disinteresse, violenza,
separazione, distruzione del vincolo del matrimonio e, a volte, anche
delle persone. È necessario invece ribadire che il divorzio è e resta
un dramma che viene vissuto con una sofferenza che lacera non solo i
protagonisti che lo provocano o lo subiscono, ma anche quelli che sono
vicini, per primi i figli. Scelte, sperimentate talvolta dal cristiano
“dalla vita settorizzata” che gli consentono di partecipare all’Eucaristia
e il giorno dopo farsi maestro di impostazioni di vita che nulla hanno
di cristiano. Scelte egoistiche che ipotizzano illeciti guadagni e quindi
lo sfruttamento dei poveri. "
E noi? Cosa facciamo noi? Cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo essere uniti al Signore e vivere quotidianamente
la nostra vita nuova iniziata nel Battesimo, vivere un’esperienza
di comunione con Cristo, cercando di identificarsi con Lui per poi,
“vivere di Cristo”,
come hanno fatto i Santi ed in particolare San Pietro Celestino.
“È per questo utile per chiunque, ma doveroso per il credente,
conoscere sempre meglio la figura di “Pietro del Morrone”,
esempio di vero cristiano non solo da ammirare ma soprattutto da seguire.
La sua vita ci insegna a prediligere l’essenziale, a non legarci
all’effimero, a ritenere quello che veramente dà senso all’esistenza.
È un uomo forte Celestino V, uomo che non rifiuta ma accoglie la volontà
di Dio, e quando sperimenta che gli si impedisce di realizzarla, ha
il coraggio di rinunciare alla guida della Chiesa universale subendo
e accettando con vero spirito di fede – nel suo secolo tormentato -
tutte le conseguenze di questo gesto.” – ha detto Mons. Salvatore
Visco per sottolineare che accogliere le reliquie di Celestino V significa
quindi carpire il suo messaggio di perdonanza per liberarsi dalla stretta
del male, dell’orgoglio, della presunzione che spesso ci attanaglia.
“Fratelli carissimi, siamo contenti - direi orgogliosi se l’orgoglio
fosse una virtù - di sentirci concittadini di un così grande, coraggioso
campione della fede, ma abbiamo compreso veramente il suo messaggio?
Cosa vuol dire oggi a ciascuno di noi il Santone, come affettuosamente
lo chiamiamo?
Vuole innanzitutto che ci convertiamo dalle nostre presuntuose certezze
e apriamo il cuore a riconoscere Gesù come il nostro unico Maestro
e Signore.”
Come vivremo noi queste giornate celestiniane
nel mese di maggio che si apre?
“Non solo con la solennità di oggi. – ha detto Mons. Visco - La
venuta ad Isernia del corpo del nostro Santo eremita, fondatore di
comunità, abate, papa e testimone della Verità, sia l’occasione per
rivedere la nostra vita, riscoprire il progetto di Dio in noi, scuotere
le coscienze addormentate, operare una vera conversione che ci renda
migliori come cittadini e come cristiani. Non accontentiamoci di un
cristianesimo di facciata o messo in mostra solo per le belle occasioni,
non credere che basta organizzare la festa del patrono per imitarne
veramente la vita esemplare. Potrebbe essere una ulteriore falsità
che contraddice all’essenza stessa del cristianesimo."
Al
termine del Vespro i fedeli della diocesi di Isernia-Venafro hanno
ricevuto l’Idulgenza Plenaria,
cioè la remissione della pena temporale dovuta per i peccati; (felice
intuizione del nostro Santo, concessa la prima volta da papa Celestino
V in occasione della sua incoronazione all’Aquila il 29
agosto 1294).
L’urna è stata poi spostata nella cappella laterale dove sarà esposta
per tutto il mese di Maggio alla venerazione dei fedeli della Diocesi;
nella stessa cappella saranno visibili anche le due croci che il santo
Papa donò alla sua città di Isernia e alcuni “cimeli celestiniani”.
![]()
Il corpo di san Pietro Celestino a Isernia
Guarda la PhotoGallery


