La CONCATTEDRALE di VENAFRO

Situata nella periferia nord della città, l'attuale chiesa nelle sue strutture portanti, è dell'XI secolo. L'esistenza del primigenio tempio cristiano è storicamente attestabile all'anno 499 d.C., perché in tale anno sedeva in cattedra il vescovo Costantino. Ma la desolazione, le spoliazioni e le rovine cui la diocesi andò soggetta dalla fine del VI a tutto il X secolo, fecero scomparire ogni traccia di quel tempio, già edificato sulle rovine di uno pagano dedicato alla dea Bona celeste (o Giunone etrusca). Nel lento processo di ripresa, seguito alla definitiva cacciata delle orde arabe dall'Italia del sud (915), va contestualizzata la riedificazione del tempio -sempre in località colle san Leonardo- che registrerà, nell'architettura, i moduli della vicina basilica desideriana di Montecassino: il vescovo di Venafro Pietro di Ravenna -già monaco cassinese- nel 1071 è presente alla consacrazione della desideriana.

Tra alterne vicende, ora di maggiore, ora di minore efficienza, l'edificio venne spogliato da Federico II e dalle truppe tedesche in lotta contro il potere papale; poi è notevolmente danneggiato dal terremoto del 1349 e dal fuoco appiccatovi da re Ludovico come punizione alla città per l'ospitalità offerta al ribelle Corrado Codispillo. Di qui le sostanziali modifiche architettoniche, giunte fino a noi, nonostante i danni del terremoto del 1456, il passaggio delle truppe di Carlo VIII (1495) e fino all'ultima guerra, negli anni 1943-1944.

Al XVI secolo, risale il corpo aggiunto -detto oggi "cappellone", rimaneggiato nel XIX secolo- destinato all'amministrazione dei sacramenti, mentre pieno fervore si registra nel XVII secolo, quando la chiesa è totalmente barocchizzata sotto i vescovi Ludovico Ciogni (1670-1690) e Carlo De Masso (1691-1710). Al grande vescovo Francesco Saverio Stabile (1754-1788) si deve ascrivere l'ulteriore arricchimento del tempio, sia architettonico, sia delle sacre suppellettili. Tale veste si troverà fino agli anni '60 del XX secolo quando, dopo lunga parentesi, il massimo tempio della città, riportato stile del XIV secolo, sarà riaperto sotto il vescovo Achille Palmerini, alla presenza del cardinale Corrado Ursi, arcivescovo di Napoli, il 15 luglio 1972.

Il tempio -nel 1976 divenuto per la seconda volta concattedrale (già nel 1818, per la soppressione della diocesi venafrana)- presenta ancora un interno suggestivo, nonostante le mutilazioni sofferte con i recenti restauri e per l'opera di ignoti ladri, nel patrimonio invidiabile dei suoi affreschi (purtroppo non più dei marmi e dei legni) idealmente raggruppantisi intorno alla tela della Vergine Assunta in cielo -opera realizzata dal cardinale Ladislao d'Aquino, vescovo venafrano, nel XVII secolo- titolare del tempio, a lei riconsacrato dallo Stabile il 21 ottobre 1764. La porta santa della concattedrale, nell'anno giubilare del Duemila, garantirà il fedele passaggio del "testimone" al terzo millennio cristiano, portando a singolare unità la storia della chiesa isernino-venafrana proprio in Colui che è la vera Porta: il Cristo di ieri, di oggi e di sempre, l'unico Salvatore del mondo.

La PORTA SANTA

Anche la Cattedrale di Venafro ha avuto ed ha la PORTA SANTA. Sappiamo che fu aperta e chiusa nel 1508 dal vescovo Riccomando De Buffalini di Tiferno :

"Nel 1508 aprì la Porta Santa come apparisce dalla iscrizione nella colonna accosto, in questa guisa : 1508 Jubilaeus "(Cotugno - op.cit. - p.157)

Sappiamo ancora che fu aperta e chiusa nel 1576 dal vescovo Orazio Caracciolo De Pisquitiis, napoletano :

"Apri il Giubileo nella già detta Porta e la richiuse apponendovi il suo sigillo colle seguenti parole : Haec Sancta Porta quae primo claudebatur ligno, nunc vero muro construitur, et Crucis signo adornatur"=(questa Santa Porta, che prima veniva chiusa con il legno, ora viene richiusa con muratura e adornata col segno della Croce). (Horatius Caracciolus D.G. Episcopus Venafranus eam aperuit et clausit. A.D.MDLXXVI Sub Gregorio Pont.XII)

Degno di nota che Mons.Caracciolo volle uniformarsi a Roma, dove, come si è detto, le Porte Sante vengono richiuse con muratura. E' certamente assai significativo il fatto che la Cattedrale di Venafro abbia avuto la Porta Santa fin dal 1508 alla distanza di due secoli dal Primo Giubileo.

Da chi fu fatto ottenere il privilegio, certamente grande, della Porta Santa ? Non lo sappiamo. Dal vescovo Mons.Buffalini, che la fece funzionare?

250 anni dopo, nel 1826, Mons. Diodato Gomez Cardosa riaprì e chiuse la Porta Santa con particolare solennità stabilendo, come a Roma, quattro basiliche per le Indulgenze:
la Chiesa Cattedrale con 5 penitenzieri
la Chiesa dell'Annunziata con 4 penitenzieri
la Chiesa del SS.Viatico con 4 penitenzieri
la Basilica di S.Nicandro con 4 penitenzieri

(Giulio Testa - Venafro nella storia - vol.II)

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