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Convegno del Clero Diocesano

27 e 28 Gennaio al Cenacolo Sorelle Faioli di Pesche

 

E’ in programma per il 27 e 28 gennaio un importante Convegno per il Clero della nostra Diocesi, in cui si approfondiranno temi quali Sovvenire, Amministrare e Comunicare, nella prospettiva di qualificare sempre meglio il servizio reso alla Chiesa.
Interverranno relatori di grande rilievo nazionale come il responsabile Cei del servizio per il sostegno alla Chiesa Cattolica; i Dottori don Vittorio Simonelli e Patrizia Clementi; Monsignor Domenico Pompili, Sottosegretaio CEI e Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali Nazionale; Paolo Bustaffa, direttore del SIR; Francesco Ognibene, Caporedattore di Avvenire.
Due giorni di grande intensità e di aggiornamento nella prospettiva di ricomprendere il senso dell’Ammnistrazione con l’approfondimento del Vademecum e confrontarsi sul tema della Comunicazione oggi più che mai urgente ed importante per l’Annuncio del Vangelo.

il programma

 

Silenzio e Parola

Il Messaggio del Santo Padre per le Comunicazioni Sociali

 

“Nell'essenzialità di brevi messaggi si possono esprimere pensieri profondi, se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità.”

(Benedetto XVI)

 

 

Il tesoro del silenzio
C’è un elemento essenziale almeno quanto la parola – ma spesso sottovalutato – al centro del messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (20 maggio 2012): il silenzio. “Educarsi alla comunicazione – scrive il Papa – vuol dire imparare ad ascoltare, a contemplare, oltre che a parlare”.

Il Messaggio del Santo Padre

Profumo di Dio

Il 2 febbraio, Giornata mondiale della vita consacrata

 

In occasione della prossima Giornata mondiale della vita consacrata (2 febbraio), i Vescovi italiani esprimono gratitudine e stima a quanti con la loro “presenza carismatica e dedizione sono un segno profetico ed escatologico mai abbastanza apprezzato”. Con la passione per Dio, la loro vita fraterna e uno stile di vita sobrio ed essenziale, essi anticipano “il cielo nuovo e la terra nuova” che ogni uomo desidera.
Quattro gli elementi che il Messaggio della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata evidenzia come distintivi della specifica vocazione dei religiosi.
In primo luogo la testimonianza della bellezza dell’amore di Dio e del suo primato, in un mondo secolarizzato “che porta all’emarginazione di Dio o alla sua insignificanza, per cui l’uomo resta solo con la sua rabbia e la sua disperazione”.
Altro contributo essenziale che le comunità di consacrati possono offrire alla Chiesa è quello di essere “scuole di fraternità che impegnano i propri membri alla formazione permanente alle virtù evangeliche: umiltà, accoglienza dei piccoli e dei poveri, correzione fraterna, preghiera comune, perdono reciproco, condividendo la fede, l’affetto fraterno e i beni materiali”.
C’è poi lo zelo divino, che proviene dallo Spirito Santo, e che sa infiammare i consacrati di passione per Dio e per l’uomo. “Da sempre – si legge nel documento – la vita consacrata è stata laboratorio di nuovo umanesimo, cenacolo di cultura che ha fecondato la letteratura, l’arte, la musica, l’economia e le scienze. È un impegno a cui siamo fortemente chiamati in questo tempo difficile.”
Da ultimo, scrivono ancora i Vescovi, la povertà, la castità e l’obbedienza “costituiscono una vera testimonianza profetica dal profondo significato antropologico, che suppone e richiede un grande impegno educativo. Se lo Spirito di Gesù abita nei nostri cuori, anche noi potremo fare quel che ha fatto lui.”

"Giovani aperti alla vita"

5 febbraio, Giornata nazionale per la vita

 

La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo.
Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.

Messaggio per la Giornata della vita

 

"Sul concetto del volto di Dio"

Una rappresentazione blesfema e anticattolica

 

I fatti della Nigeria, dove i cristiani versano ancora il sangue nel nome di Cristo, ci dicono con chiarezza che nel 2012 ancora purtroppo c'è chi muore in nome di Dio. Ma non esiste solo la persecuzione dei cristiani con bombe, stragi e attentati, che pure è così evidente e così poco importa a mass media e politica internazionale, ma esiste anche una persecuzione non cruenta che tocca le anime non i corpi, che però è altrettanto violenta di quella sanguinaria...si chiama CRSTIANOFOBIA!

Lo spettacolo "Sul concetto del volto di Dio" che andrà in scena a Milano dal 24 al 28 Gennaio è un vergognoso atto di violenza contro Gesù Cristo e contro tutti coloro che credono e sperano in lui.

L'autore, Romeo Castellucci, è un italiano il cui nome va consegnato alla vergono della storia.

Non si può vilipendere il Presidente della Repubblica perché si viola la legge dello Stato; non si può offendere Maomentto perché si incade nella pena di morte... solo si può offendere il Dio dei Cristiani.

"Il tuo volto Signore , io cerco, non nascondermi il tuo volto". Quel volto di insondabile profondità, di abbagliante maestà, di immensa bontà in cui si rispecchia la Chiesa e tutta la creazione, quel volto che è stato e deve essere oggetto di culto e di venerazione è imbrattato pubblicamente. Che cosa c'è di più blasfemo di questo?

Taceremo anche stavolta?

 

L'intervento del Prof. Roberto De Mattei

Lo spot

 

Ciao Padre Luciano, e Grazie!

 

Nella serata di martedì 27 dicembre 2011, nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Isernia, dove era stato nuovamente ricoverato, munito dei Ss. Sacramenti, è venuto a mancare P. Luciano Simioni, parroco di Roccasicura (Is). Padre Luciano, come ha sempre voluto essere chiamato, era nato a Fontaniva (Pd) il 17 maggio 1939 da Giovanni e Maria Bisson. Compiuti gli studi ginnasiali e liceali a Bassano del Grappa (Vi), Cermenate (Co) e Rezzato (Bs) e quelli teologici a Piacenza, come membro della Congregazione Società San Carlo (PP. Scalabriniani), veniva ordinato presbitero nel suo paese natale il 2 aprile 1967 da Mons. Carlo Zinato, vescovo di Vicenza. In questo stesso mese ed anno P. Luciano veniva accolto nella diocesi di Isernia- Venafro dal vescovo Achille Palmerini. Qui svolse dapprima il servizio di vice-rettore nel seminario vescovile di Venafro (aprile-giugno 1967), poi quello di vicario parrocchiale a Carpinone (15 mesi), prima di essere nominato parroco di Roccasicura il 1 dicembre 1968 (ma vi era giunto già nell’ottobre precedente). Per quarantatrè anni ininterrotti P. Luciano ha svolto qui il suo ministero sacerdotale curando, assieme alle anime, anche l’abbellimento e il decoro della chiesa madre nonché del santuario di Vallisbona che gli stava particolarmente a cuore. Contemporaneamente a questo incarico, P. Luciano ha svolto il servizio di insegnamento della religione cattolica nella scuola media di Roccasicura, nonché nell’Andrea di Isernia a Isernia, nonché, in questi ultimi tempi, quello di economo diocesano e di esorcista diocesano. Attivo e partecipe alla vita della Diocesi, non ha fatto mancare il suo contributo di fraternità presbiterale, di spiritualità e di cultura (indimenticabili i suoi indirizzi di omaggio in latino, in prosa e in versi) nei ritiri del clero e negli esercizi spirituali. Sempre attento e seduto in prima fila, con l’abbigliamento semplice e con i sandali ai piedi ci lascia l’immagine e l’esempio di indomito operaio nella vigna del Signore che ha amorevolmente servito e che ora incontra nella Casa del Padre comune che è nei cieli per raccogliere il premio promesso ai servi fedeli. Nella mattinata di giovedì 29 dicembre la salma è stata trasferita dall’obitorio dell’ospedale di Isernia alla chiesa parrocchiale di S. Leonardo a Roccasicura per essere esposta alla venerazione dei fedeli. I funerali si sono svolti alle ore 10.00 di venerdì 30 dicembre, presieduti da Mons. Salvatore Visco, vescovo diocesano, con il quale hanno concelebrato n umerosi presbiteri provenienti anche da fuori diocesi.
Ciao, padre Luciano.

 

La liturgia, scuola permanente di formazione

E' intervenuto Mons. Salvatore Esposito

 

Negli orientamenti pastorali dell’ Episcopato italiano per il prossimo decennio, Educare alla vita buona del Vangelo, si incontra un passaggio al nr 39, frutto di una ottima sintesi di quanto già espresso nel precedente documento dei vescovi Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia e della lettera apostolica Dies Domini di Giovanni Paolo II. Il testo in questione così recita: “la liturgia è scuola permanente di formazione attorno al Signore Risorto, <<luogo educativo e rivelativo>> in cui la fede prende forma e viene trasmessa(…). Tra le numerose azioni svolte dalla parrocchia <<nessuna è tanto vitale o formativa della comunità quanto la celebrazione domenicale del giorno del Signore e della sua Eucaristia>>.
Citando questo testi, mons. Salvatore Esposito, sacerdote del clero napoletano e vicario episcopale per la liturgia a servizio della diocesi partenopea, si rivolge ai sacerdoti della diocesi di Isernia-Venafro convenuti insieme per una giornata di ritiro e di fraternità.

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"...Invito ciascuno a rinnovare la propria devozione al Cuore di Cristo, valorizzando anche la tradizionale preghiera di Offerta della giornata e tenendo presenti le intenzioni da me proposte a tutta la Chiesa..." (Benedetto XVI)

 

L'Apostolato della Preghiera
si propone un cammino verso la santità a partire dall'offerta quotidiana che trasforma la nostra vita e che ci unisce in una comunione universale di preghiera per la forza dello Spirito che abita nei nostri cuori e ci fa desiderare di avere gli stessi sentimenti che erano nel Cuore di Cristo affinché, nutriti e modellati da Lui nell'Eucaristia e riconciliati con lui nel sacramento della riconciliazione possiamo metterci totalmente e di gran cuore a sua disposizione e a disposizione della sua Chiesa, sull'esempio di Maria, per l'avvento del suo Regno.

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